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“Mediterrante”, Festival del cinema per ragazzi a Barletta

Paolo Villaggio e Margherita Hack fra i testimonial d’eccezione dell’evento

mediterrante [1]La seconda edizione di “Mediterrante – Festival del Cinema e dei Linguaggi per Ragazzi” si svolgerà dal 6 al 13 novembre prossimi.

La struttura del Festival ricalcherà quella dello scorso anno. Quattro le città protagoniste: Bari, Barletta, Castellana Grotte e Noicattaro. E quattro le sezioni: cinema, letteratura, racconto e musica.

Ci sarà inoltre un concorso cinematografico strutturato in tre sezioni, con altrettante giurie e verrà riproposta la sezione “No Media” dedicata al racconto.

Quest’anno sarà l’astronomia il tema conduttore del festival, prendendo spunto dalla proclamazione del 2009 da parte dell’ONU come Anno Internazionale dell’Astronomia.

La manifestazione è organizzata dalle cooperative sociali Fantarca e Get di Bari e la società Contesto di Barletta in collaborazione con la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo ed al Turismo, la Provincia di Bari, i Comuni di Bari, Barletta, Castellana Grotte e Noicattaro, e l’Arpa Puglia.

Una giornata sarà dedicata alla letteratura, in collaborazione con “I Presidi del Libro”. Alla musica, infine, saranno dedicati concerti, worksession e feste tematiche per i giurati.

Anche quest’anno, il Festival vede la presenza di numerosi ospiti a iniziare da Paolo Villaggio, testimonial d’eccezione della manifestazione. All’attore genovese sarà consegnato un premio alla carriera e dedicata una retrospettiva cinematografica sul personaggio di Fantozzi, proposto come metafora dell’uomo medio italiano che rinnova interrogativi e riflessioni sociali a distanza di un trentennio.

Villaggio sarà accompagnato dal regista Mario Monicelli che, con il suo ritorno, dimostra l’attaccamento al festival e una grande partecipazione ad un progetto socio-culturale che ha i giovani al centro di un mondo che vuole riscattarsi.

Ospite d’onore di Mediterrante sarà la professoressa Margherita Hack, astrofisica di fama internazionale, che parteciperà alla serata inaugurale e presidierà la sezione “No Media”. Inoltre, sarà proiettato il documentario “Il secolo lungo” che la vede protagonista.

“Stelle e meteore ­ il destino è nelle scelte” sarà il titolo dato al festival.

“L’idea – si legge nel comunicato stampa di presentazione dell’evento – è quella di allegorizzare i concetti celesti dell’astronomia. Le stelle saranno i punti fermi della vita di ognuno (i valori universali, tutto ciò che ci rende delle “star” della nostra vita); le meteore, di contro, rappresentano tutto ciò che è passeggero e temporaneo, a volte anche distruttivo. E il mondo del cinema e dello spettacolo si presta bene al gioco di metafore”.

“Vivendo oggi in una società in cui la fama a basso costo e raggiungibile con poco sforzo sembra essere la più grande aspirazione dei giovani, i promotori di Mediterrante – si legge ancora nel comunicato – hanno ritenuto di raccontare un altro aspetto della questione, per offrire validi strumenti per discernere ciò che è per sempre da ciò che è solo per un momento, ciò che è opportuno da ciò che non lo è, ciò che appartiene al “avere” da ciò che concerne al “essere””.

“Attraverso questo taglio allegorico e metaforico – spiega il comunicato – il Festival sarà così latore di una sorta di missione formativo-educativa dello spirito critico dei fanciulli e dei giovani. Non sarà quindi solo contenitore spettacolare di linguaggi e di opere artistiche, bensì un progetto-evento in grado di diffondere messaggi e input formativi al mondo della scuola e a quello dei giovani”.

“E poi c’è il Mediterraneo. Ancora una volta, infatti, il Mediterraneo si presta bene al gioco concettuale con gli astri. Esso infatti fu navigato prima ancora che con le mappe, attraverso la “lettura” delle costellazioni celesti. L’astronomia viene in soccorso, allora, al desiderio di conoscenza reciproca tra i popoli e tra i giovani di popoli diversi, così come – si osserva ancora nel comunicato – veniva in soccorso nei navigatori partiti alla conquista e alla conoscenza di terre e popoli diversi, e così come avviene nella disperazione contemporanea di chi ricerca un futuro tra le sponde del Mare”.