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13
2011
Archiviato in: Inviti
Di: Ufficio Stampa Pro Loco Bisceglie

Appuntamento giovedì 16 giugno presso il Monastero S. Croce

«Per favore, adesso chiudete gli occhi, rilassatevi per qualche minuto, immaginatevi di essere di sera in un paesino del sud Italia, seduti con altri ragazzini intorno a un fuoco e di ascoltare la voce del Signor Pierino…». Era questo lo stratagemma che il prof. Angelo Di Bari, docente di italiano presso una scuola serale in Germania, utilizzava per parlare ai suoi alunni dell’atmosfera del secondo dopoguerra nel Meridione d’Italia.

Attraverso le avventure di personaggi come Pieréine u partiggièine (compare Pierino il partigiano), il perfido Seriudde u Serpudde, la zitella Genzille e il sagrestano ‘mbà Ciccìlle, ‘mba Lanèrde (allora proprietario del Caffè Mocambo) e ‘z Francesche de re Pezzevecchie, Angelo Di Bari, romanzificazione dell’autore Angelo Cassanelli, ricostruisce un’epoca.

Al centro dell’opera, primo romanzo del già autore della raccolta di racconti “Pesce o pesche? Questo è il problema” (Kimerik Edizioni, 2005), è il rione La Cittadella in Bisceglie, così come si presentava negli anni ’50, con i suoi vicoli colorati e la “strada sterrata, piena di buche, che portava direttamente al mare”. E’ qui che il Sig. Piero conduceva i ragazzini del quartiere durante l’estate, tra un racconto e l’altro delle vicende “eroiche” di briganti e partigiani.

Con “Storie di crucchi e partigiani” (Ed. Il Filo, collana Chronos, nuove voci) – Angelo Cassanelli scrive un romanzo della memoria sulla memoria, raccontandoci del clima di un periodo storico pieno di contraddizioni, di continuo raffrontato con la realtà dell’oggi. Ma la sua non è solo l’ennesima testimonianza di un trauma europeo che il boom economico, i decenni di benessere e la trasformazione della società non sono riusciti a cancellare dal nostro DNA: “Storie di crucchi e partigiani” è una zoomata su un passato ancora prossimo di Bisceglie che resta ai margini della storia, raccontato per voce di uno dei protagonisti, il testimone e ispiratore “’mba Pierèine”. Non solo le figure, i piccoli semplici eroi del dopo-guerra locale, entrano a far parte di questo romanzo, in cui anche il parlato dell’epoca è minuziosamente ricostruito. Emozioni antiche e presenti, si mescolano a tutta la nostalgia per l’Italia dell’autore : «una strana, sottile sensazione che – al prof. Di Bari – aveva trasmesso la voglia di gustarsi quintali di spaghetti all’aglio olio e peroncino o di linguine allo scoglio; la sua nostalgia di spiaggia, di mare, di sole, di passeggiate romantiche, di amore…».

Godibile dalla prima all’ultima pagina, il libro mescola epoche e piani narrativi, lasciando che a prevalere, su tutto, sia il richiamo della terra.

Difatti Angelo Cassanelli, biscegliese classe 1953 e fratello del pittore Francesco Cassanelli, vive e insegna italiano a Francoforte sul Meno (Germania) dal 1980.

In occasione della presentazione del suo libro, giovedì 16 giugno presso l’Auditorium Santa Croce, tornerà a Bisceglie per raccontare come si può vivere da biscegliesi a migliaia di km di distanza. L’appuntamento, a cura dell’Associazione Culturale “Giano e Zappino” è per le ore 19.00. Ingresso libero.

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