Dall’Anno Mille: incontro a Sant’Adoeno

Nuovo incontro della rassegna storico-culturale venerdì 12 giugno – ore 19

L’evento
Venerdì 12 giugno alle ore 19.00 presso la Chiesa di Sant’Adoeno a Bisceglie, ci sarà il quinto incontro della rassegna “Dall’Anno Mille” a cura della Pro Loco di Bisceglie, della libreria Oompa Loompa con la collaborazione del Centro di Studi Normanno-Svevi dell’Università degli Studi di Bari e della Parrocchia di Sant’Adoeno.

Giovannangelo De Gennaro, fondatore dell’Ensemble Calixtinus, parlerà dei “Canti e delle musiche nel pellegrinaggio nel Medioevo”.
De Gennaro ci accompagnerà nella musica e nei canti tra il XIII e il XIV secolo usati durante il pellegrinaggio verso il monastero di Montserrat in Catalogna. Uno dei codici musicali più studiati è il Llibre vermell de Montserrat (Spagna) contenente canti e musiche liturgiche, di devozione e danze dei pellegrini.
Il codice medievale raccoglie le indicazioni su come potevano essere intonati e danzati i dieci canti della devozione in esso conservati e i comportamenti che il pellegrino doveva assumere durante l’andata, la sosta e il ritorno dal monastero. Per preparare i pellegrini all’interno della chiesa musica7al giusto comportamento devozionale vi erano dei pueri cantores che intonavano appositi canti, come O Virgo Splendens, Mariam Matrem, Imperayritz de la ciutat joyosa, tre polifonie di diverso stile. Il testo raccoglie le testimonianze del fervore popolare, infatti, se i niños cantores potevano danzare in circolo intorno all’altare di Montserrat in un determinato periodo dell’anno, ai fedeli era permesso di danzare sul sagrato della chiesa e a volte anche all’interno, utilizzando canti come Cuncti Simus Concanentes, Los Sept Goytxs, Polorum Regina e Stella Splendens.
Il codice presenta anche l’unica “danza macabra”: Ad Mortem Festinamus. Un inno alla morte, probabilmente ispirato dalla pestilenza del 1347-48 che sconvolse l’intera Europa. Sebbene numerose siano le raffigurazioni pittoriche e le narrazioni di queste danze macabre, questo è l’unico canto a noi giunto completo di notazione musicale, il cui testo ci descrive come tutti gli uomini e tutte le “arti medievali” riconobbero la sovrana potenza della Morte.

Quello di venerdì è un viaggio tra cantori e fedeli, nella polifonia colta francese e catalano-aragonese e l’esperienze musicali popolari. Con l’ausilio degli specialisti che hanno studiato il codice medievale, Giovannangelo De Gennaro, cantore ed esperto polistrumentista, restituirà l’antico suono di queste pagine e darà vita ai canti in latino, occitanico e catalano conservati nel testo.

Giovannangelo De Gennaro è un cantore (tenore) e polistrumentista (viella, kamanché, flauti, cornamusa, tammorra), formatosi presso il Conservatorio Nicolò Piccinni di Bari, dove si diploma in flauto, e presso la scuola di musica popolare A. Dvorak di Molfetta, dove si perfeziona in canto corale.
La sua passione per la musica antica, in particolare quella medievale, lo ha spinto a fondare l’Ensemble Calixtinus nel 1991 e da allora ha partecipato a numerosi festivals di musica antica e ha inciso oltre una cinquantina di dischi. Frequenta, come cantore, stage e seminari residenziali presso la Fondation Royaumount e il CIRMA di Moissac diretti dal maestro Marcel Perés, studiando monodia e polifonia sacra dal XI al XIVsecolo, diventando cantore solista dell’Ensemble Organum diretto dallo stesso maestro francese. Collabora in diverse formazioni musicali: Micrologus, Mudejar, Compagnia Hora Decima, Avinar e Terra d’Otranto con i quali partecipa a numerosi festivals e registrazioni radiofoniche. Incide per le case discografiche: Naive, Zig-Zag Territoires, Alpha, Enja, Opus 111, San Paolo, Tactus, III Millennio e Digressione Contemplativa.

La rassegnamedioevo19
“Dall’Anno Mille” è una rassegna dedicata alle ultime produzioni librarie sulla storiografia del territorio, da svolgersi nei luoghi più suggestivi del centro storico di Bisceglie. Incontri in cui autori, rappresentanti della città e associazioni discuteranno sulle nuove letture storiografiche del territorio. Il sottotitolo di questa “edizione 0” parla di “Racconti, segni e territori” per indicare i punti principali su cui verteranno i nostri incontri: i racconti degli autori, i segni che caratterizzano il paesaggio storico e contemporaneo e la ricomposizione di una nuova immagine storica del territorio.

Il luogo
La chiesa di S. Adoeno costituisce uno dei più antichi esempi di stile romanico-pugliese a Bisceglie. Alle spese di costruzione parteciparono gli abitanti dei casali di Cirignano, Pacciano e Zappino, ai quali la chiesa venne concessa nel 1074 mediante un atto del vescovo Dumnello.
Di particolare rilievo sono, oltre al fonte battesimale in pietra, del XII sec., di forma arcaica, sul quale sono scolpiti ad altorilievo Cristo benedicente e i simboli dei quattro Evangelisti, un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino, opera di Francesco Palsivino da Putignano e tre Antifonari miniati, di proprietà della chiesa, donati dagli Angioini. La chiesa è dotata di un piccolo campanile con finestre ad arco acuto rilegate da un grande arco circolare.

Per il comunicato si ringrazia Giuseppe Losapio.