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03
2014
Archiviato in: Teatro
Di: Ufficio Stampa Pro Loco Bisceglie

Giovedì 10 aprile 2014 a Bisceglie – Teatro “G. Garibaldi”

losplendoreComune di Bisceglie  Teatro Pubblico Pugliese
SISTEMA GARIBALDI il teatro e la città
stagione 2013 2014 diretta da Carlo Bruni

Fibre Parallele è oggi considerata una delle compagnie più interessanti e vivaci del panorama nazionale, tanto da meritare numerosi riconoscimenti qualificando la scena pugliese e la sua nuova generazione. Il teatro  de “le Fibre” è di forte impatto emotivo e adotta un linguaggio diretto, chiaro, quanto originale, capace di parlare a ciascuno e di raccontare il nostro tempo con profondità e pungente ironia. Sono numerose le platee europee che gli hanno attribuito consensi unanimi e Lo splendore dei supplizi, oltre ad aver ricevuto la nomination per il più prestigioso premio del teatro italiano come migliore novità (Ubu 2013), ha visto uno degli attori/autori. Riccardo Spagnulo, segnalato come miglior interprete under 30. Non trascuri lo spettatore la scommessa che il Garibaldi compie sul rinnovamento della scena, sulla valorizzazione di quanto di nuovo e prezioso ci offre e colga l’invito a conoscere il lavoro di questa sorprendente compagnia.

Teatro Garibaldi          Bisceglie
giovedì 10 aprile h. 21.00 (porta 20,30)

Fibre parallele
LO SPENDORE DEI SUPPLIZI

di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
e con Mino Decataldo

Nomination Premio Ubu 2013
Migliore novità italiana (o ricerca drammaturgica)
Nuovo attore under 30 Riccardo Spagnulo

disegno luci Vincent Longuemare
assistente alla regia Arianna Gambaccini
organizzazione Antonella Dipierro
direzione tecnica  Amedeo Russi
foto di scena  Luigi Laselva

produzione Fibre Parallele e Festival delle Colline Torinesi
con il contributo della Regione Puglia
e con il sostegno del Nuovo Teatro Abeliano

spettacolo promosso da Teatri del Tempo Presente progetto interregionale di promozione dello spettacolo dal vivo a cura di MiBAC – Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo e delle Regioni: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto

Nelle piazze delle città d’Europa, in un tempo non troppo lontano, si mandavano a morte attraverso un percorso di sofferenze crescenti, migliaia di criminali, i quali giungevano alla loro fine in maniera lenta e dolorosa.
Lo spettacolo della punizione andava in scena seguendo un cerimoniale preciso, in cui il pubblico partecipava attivamente con sputi, spintonamenti e insulti. Lo scopo del supplizio era quello di raggiungere la verità, attraverso confessioni fatte a mezza voce tra le pene della tortura, parole estorte in fin di vita, che celebravano il trionfo del potere giudiziario e quindi, di riflesso, del re.

Giudichiamo ancora i crimini e i delitti, ma ancora di più istinti, passioni, anomalie, infermità, disadattamenti, effetti dell’ambiente o dell’eredità, le aggressività, le perversioni, le pulsazioni e i desideri. Siamo il pubblico del supplizio del nostro vicino di casa e il suo boia potrebbe vivere con lui sotto lo stesso tetto. Ma cos’è l’autorità adesso?

Per il nostro povero vicino, le cose si sono messe in una maniera tale che la vita assomiglia ad un castigo incorporeo.

Quattro storie costituiscono il quadro unitario di un presente schizofrenico: c’è la coppietta in crisi, un giocatore compulsivo di videopoker, la convivenza forzata di una badante straniera con un vecchio un po’ razzista un po’ infame e ci sono due operai che rapiscono un vegano per sfogare l’insoddisfazione di una vita che non ha più senso.

Allo stesso modo delle figure che si muovono in queste quattro storie, sappiamo che stiamo andando a schiantarci ad una velocità folle contro un muro, ma per fede, stoltezza e stupido amore, indugiamo nello stesso errore che dura una vita e speriamo che quel muro, come ha già fatto altre volte, sia solo un’illusione.

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