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13
2012
Archiviato in: Comunicazioni
Di: Ufficio Stampa Pro Loco Bisceglie

Lettera dell’Arcivescovo

Si porge la lettera di S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, inviata alla Chiesa Diocesana con cui viene annunciato che il Papa ha autorizzato la Congregazione della Cause dei Santi a promulgare il decreto di venerabilità del Servo di Dio “Don Pasquale Uva”. Con tale decreto, che rappresenta il momento  conclusivo della prima fase del processo di canonizzazione, la citata Congregazione dichiara la pratica della virtù cristiane in modo eroico da parte del Servo di Dio. Si tratta di un passaggio per iniziare il processo di Beatificazione.

ALLA CHIESA DIOCESANA
IL SERVO DI DIO DON PASQUA UVA E’ VENERABILE!

Carissimi fratelli e sorelle,

il 10 maggio u.s. il S. Padre Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto di venerabilità del Servo di Dio “Don Pasquale Uva”.

Questo pronunciamento del S. Padre fa sussultare di gioia tutta la nostra Chiesa diocesana ed in particolare le figlie spirituali del Venerabile, le Suore Ancelle della Divina Provvidenza, come anche tutti i pazienti ed il personale medico, infermieristico, ausiliario, amministrativo delle Opere Ospedaliere di Bisceglie, di Foggia e di Potenza. Non a caso ciò è avvenuto in uno dei momenti più critici che attraversa l’istituzione ecclesiastica delle Suore e delle Opere da esse condotte.

Il Venerabile Pasquale Uva fa sentire la sua presenza spirituale richiamandoci ad essere conformi a Cristo Signore, che si è reso Buon Samaritano del genere umano e che ci vuole come Lui “servi umili e operosi” nella vigna della sofferenza.

Ci ottenga il nostro Venerabile una profonda conversione del cuore che si rende visibile nella condotta buona da esercitare nel dovere quotidiano che si è chiamati a compiere secondo i propri ruoli e responsabilità.

L’attuale crisi del lavoro ha anche in radice un forte deficit di eticità, di corresponsabilità, di consapevolezza del bene comune da coltivare.

Il Venerabile “Don Pasquale Uva” ci ottenga di vedere rifiorire le sue opere nella carità del Cristo che lo rese intrepido assertore di giustizia e di verità verso tutti, particolarmente verso gli ammalati indifesi, formando operatori sanitari qualificati e responsabili, religiosamente aperti alla ricerca scientifica.

Con questo auspicio, benedico tutti appellandomi ai meriti del Venerabile “Don Pasquale Uva”.

Il 17 maggio p.v., festa di S. Pasquale, celebreremo l’Eucaristia in ringraziamento alla SS. Trinità, nella Basilica di S. Giuseppe in Bisceglie alle ore 10.15.

SCHEDA

Pasquale Uva nacque a Bisceglie il 10 agosto 1883 da Pasquale e Maria Chiaromonte, una modesta famiglia contadina. A 11 anni entrava nel Seminario per restarvi fino a 15 anni. Terminati gli studi nel Seminario di Benevento, passò a Roma, nel Collegio Capranica, per compiervi gli studi di Teologia.

Fu una sera d’inverno del 1906 che il giovane seminarista, riparatosi da una pioggia torrenziale in una rivendita di libri usati, acquistò per poche lire due volumi sulla vita del canonico Giuseppe Benedetto Cottolengo. Quella lettura influì enormemente sullo spirito dei giovane, che meditò di imitare il Cottolengo nell’amore e nell’assistenza dei minorati psichici.

In quel periodo la psichiatria compiva i primi passi e i folli erano sottoposti a trattamenti inumani. Il 10 agosto 1922, con l’aiuto di alcune catechiste, da lui formate e decise a seguirlo nell’impresa, don Pasquale riuscì nell’intento che animava il suo spirito già da un po’ di tempo.

Cominciò ad accogliere in tre povere stanzette, annesse alla sacrestia di S. Agostino (la parrocchia di Bisceglie dove svolse attività catechistica), alcuni epilettici e storpi, oggetto di scherno per le vie dei paese.

Nasceva così la Casa della Divina Provvidenza per il ricovero dei “deficienti”, mentre otto catechiste si raccoglievano in comunità formando la “Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza”.

Dopo un decennio gli infermi erano già saliti a 600 e cominciarono a essere ricoverati infermi di mente trasferiti dalla Campania.Nasceva così, come filiazione della Casa, l’ospedale Psichiatrico: all’opera di carità si affiancava l’assistenza medica e illustri docenti universitari.

Nel 1935 l’ospedale iniziava una vita autonoma con la costruzione di un padiglione ospedaliero di 350 posti letto e di un padiglione servizi. Il miracolo era compiuto: la Casa era ormai una città nella città.

Dopo la parentesi bellica furono eretti nuovi padiglioni, ampliati i servizi medici, reclutato un corpo di specialisti e di infermieri scelti e creati altri tre Istituti Psichiatrici, a Foggia (1945), a Guidonia, presso Roma, e a Potenza (1955).

Il 5 settembre 1955 il servo buono e fedele di Dio si spegneva. La salma venne sepolta nei sotterranei della chiesa.

E’ in corso presso la “Congregazione per le cause dei santi” la sua causa di beatificazione e canonizzazione.

Fonte foto: www.santiebeati.it.

Fonte: Newsletter Commissione Diocesana Cultura e Comunicazioni Sociali.

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