Torre Maestra

La torre Maestra (appellativo popolare che rimanda al suo ruolo di guida al porto per le barche che si trovavano in alto mare) si eleva per un’altezza di 27 metri e si articola su quattro livelli, di cui tre sono originari, mentre il piano cantinato pare essere opera successiva. La volta a botte ogivale in copertura non è di fattura normanna, in quanto legata ad una geometria canonica propria dei cantieri del primo gotico francese del XIII secolo. L’unico elemento normanno ancora visibile è il paramento murario basamentale esterno, fino ad un’altezza relativa al primo piano di calpestio interno, ciò che resta è di probabile derivazione sveva.

Castello

Pompeo Sarnelli, vescovo e storico di Bisceglie, attribuisce la costruzione del Castello al conte normanno Pietro I, mentre il Perotti la ritiene un’opera sveva, ristrutturata poi dagli Angioini. Dell’attuale fortezza restano oggi tre magnifiche torri, due tratti di cortine del perimetro quadrilatero originario, la chiesa palatina di S.Giovanni in castro e i resti del Palatium.
L’immagine, mostra un tracciato di massima attualizzato, di come doveva apparire il castello prima di essere trasformato: in origine il complesso castrense era costituito da un recinto murario quadrilatero sostenuto da cinque torri quadre, di cui quattro negli angoli ed una (la torre piccola) nella cortina muraria in direzione dell’abitato; tutte le torri erano collegate fra loro mediante dei camminamenti sulle cortine. Accanto alla torre sud-ovest, al di fuori del recinto murario, c’era la torre Maestra. In epoca primo-angioina si suppone fosse già completato il Palatium, ovvero la parte residenziale del castello; Petrus de Baro incide il suo nome, seguito da un me fecit, sulla ghiera del portale del palazzo. Probabilmente si tratta di quel Pietro Rapocio magister di origine barese, architetto militare di fiducia di Carlo I d’Angiò, al quale si deve la direzione dei lavori del castello di Bari e delle mura di Mola. Nel 1565 il Castello viene destinato ad usi civili: l’Università di Bisceglie lo utilizzò per racchiudervi gran parte dei mulini della città. Questi locali erano prospicienti il cortiletto in seguito definito “cortile delle gabelle” in quanto in una delle stanze attigue era situata la pesa dei gabellieri.

La Chiesa di S. Giovanni in Castro

Edificata nella seconda metà del XII secolo, la cappella palatina di S. Giovanni in Castro, in origine isolata, fu inglobata nel Castello. Conserva la facciata romanica a capanna con spioventi rimarcati da archetti rampanti e con campanile a vela in asse; l’interno possiede un’unica navata ed una volta a botte ogivale. Alcune strutture comprese tra il Palatium e la chiesa sembrano ricondurre ad un edificio adibito ad ospedale, infatti gli aderenti all’ordine militare-cavalleresco di S. Giovanni si prendevano cura dei pellegrini in Terra Santa.

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