Il Porto di Bisceglie

Nel 2004 il Comune di Bisceglie ha inaugurato il porto turistico, ma le origini del primo porto biscegliese sono da ricercare nelle caratteristiche morfologiche e meteo-marine della nostra città e soprattutto nelle differenti esigenze che la navigazione locale ha sviluppato col passare dei secoli.

Risulta indubbio che la collocazione attuale fosse considerata già nel passato la più indicata per l’impostazione di un porto, infatti scartata l’ipotesi di utilizzo delle insenature di “Salsello” e “Ripalta”, perché poco protette, il ruolo di approdo occasionale per piccole imbarcazioni dedite alla pesca è lasciato all’insenatura del “Pantano”, in quanto meno esposta.

L’insenatura è infatti protetta da Nord dall’aggetto della zona “Salnitro”, protezione che risultava in passato ben più marcata grazie alla presenza di scogli calcarei di cui oggi abbiamo solo qualche “ricordo” ancora affiorante. Tali formazioni dovevano certo essere piuttosto massicce dato che il Gimma, nel suo progetto del porto risalente al 1809, ipotizzò di utilizzarle come base di un molo che rinnovasse la protezione per le mareggiate da Nord.

Per quanto riguarda invece i venti spiranti da Est, il nostro attuale porto risulta riparato grazie al tratto che va dal mercato ittico alla zona prospiciente palazzo Ammazzalorsa, si tratta del punto più protetto dell’ansa portuale poiché particolarmente esposto ai mari di ogni provenienza e questo porta a supporre la passata presenza di un blocco di scogli nei pressi del “molo vecchio” che avrebbero offerto riparo prima della costruzione di quest’ultimo. Ipotesi che, però, non è suffragata da alcun documento storico.

Resta da sottolineare la presenza di due lame lungo le attuali via La Marina e via Porto che sfociando a mare apportavano una notevole quantità di materiale detritico dall’entroterra.Resta da sottolineare la presenza di due lame lungo le attuali via La Marina e via Porto che sfociando a mare apportavano una notevole quantità di materiale detritico dall’entroterra.

La storia

Ci si domanda, però, quando possa collocarsi nel tempo l’inizio di un’attività di tipo portuale nell’ansa di Bisceglie e, poiché i criteri propri delle costruzioni marittime e gli studi morfologici e meteo-marini non ci permettono di ripercorrere tanti secoli a ritroso, lo strumento di cui ci si è dotati è l’indagine storica, indagine che fino al periodo medioevale vede nel luogo indicato semplicemente un’insenatura naturale utilizzata come stazione di pescatori per la favorevole inclinazione della spiaggia, per il buon riparo dai venti e soprattutto per la facilità con cui si riuscivano a portare a secco le barche su quella ghiaia arrecata in loco dagli alvei torrentizi.

È probabilmente risalente proprio al periodo medioevale (e quindi per noi il periodo Svevo-Normanno-Angioino) una prima divisione del porto in due zone, l’una ad Est, l’altra presso “Salnitro” (ovest) destinata ai pescatori e alle loro più modeste imbarcazioni. Nel periodo Aragonese-Spagnolo il porto conosce il suo primo vero intervento: la zona costiera viene infatti rinforzata e raddrizzata per l’impianto delle nuove mura che, come sappiamo, oggi si ergono a pochissimi metri dal mare. Ed è proprio su queste mura che l’incisione del Sarnelli risalente alla fine del XVII secolo conferma la presenza di una bipartizione del porto.

Sempre in questo periodo sorgono i primi problemi cui la struttura sarebbe andata incontro nel suo prossimo futuro, problemi legati inizialmente all’aumento del pescaggio che costringe ad ormeggiare le navi in punti più centrali dell’ansa e quindi sempre meno protetti.

Per far fronte a tali difficoltà, nel 1747 si inizia la costruzione del “Molo vecchio” a levante, opera che viene mutata nelle fattezze ed in parte anche nella locazione da un tempesta fortissima che spazzò le nostre coste nel Novembre di quell’anno. A questi lavori è anche legata la nascita dello scoglio della “Cassa” che prende l’attuale forma proprio in questo periodo.

Siamo agli inizi del XIX secolo e finalmente Bisceglie si munisce di un progetto per il porto, progetto stilato da Giuseppe Gimma in data 10 Maggio 1809 e supportato da un’analisi così dettagliata e innovativa da potersi considerarsi ancora oggi forse la più completa mai fatta per Bisceglie.

Nel 1820 in un rilevamento dello stato, il porto di Bisceglie viene annoverato come possibile sede per l’istallazione di un cannone e in questa occasione viene redatta una pianta dettagliata della zona portuale così come rimarrà fino al 1913 data in cui si procederà alla costruzione del “Molo nuovo” riproponendo le tesi del Gimma che aveva predetto l’esigenza di difendersi anche dalle mareggiate provenienti da Nord.

Nel 1898 viene affidato all’ing. Valente del Corpo Reale del Genio Civile di Bari il progetto per un nuovo porto, questi avanza l’ipotesi di allungare il molo di levante e di rendere maggiormente profondo il fondale al fine di permettere il tonnellaggio di stazza dei bastimenti ed il sopraggiungere delle navi a vapore che sostituivano sempre più la marineria a vela.

Nel 1913, con la costruzione del “Molo nuovo”, il porto assume l’aspetto con due moli che manterrà fino al 1970 ma questa nuova configurazione pur rendendo, come da progetto, il bacino più tranquillo, rappresenta per Bisceglie la fine della sua vocazione commerciale. I traffici vanno scomparendo ed il termine della seconda guerra mondiale vede il nostro porto popolato solo da pescherecci, situazione che resta, a parte qualche lavoro di restauro ad opera dell’ing. Antonio Bombini, invariata fino al 1964-1966, data in cui il comune di Bisceglie riesce a dotarsi di un nuovo Piano Regolatore per il Porto redatto dall’ing. Mauro Ventura. Nel piano si tiene conto del carattere ormai puramente peschereccio del porto, si apportano migliorie in questo senso pur non escludendo la possibilità di una qualche evoluzione anche in ambito commerciale.

Un secondo Piano Regolatore negli anni Settanta fa iniziare i lavori per l’allungamento del molo di ponente ma questi vengono presto bloccati dalla eccezionale tempesta che nei primi giorni de 1975 danneggiò in modo consistente un po’ tutti i litorali del barese. Nel 1979 sono ripartiti poi una serie di lavori che intendono il porto in maniera più moderna terminati alla fine degli anni Ottanta. Dal 1999 al 2004 è stato realizzato il nuovo porto turistico. L’attuale porto può contenere 500 posti barca, la lunghezza dei pontili è pari a 503 metri, il progetto esecutivo ha previsto un piccolo molo detto di ponente, un piazzale e uno scivolo antirisacca. Nella zona centrale del porto è stato costruito un piazzale, dal quale partono due banchine di riva ed un pontile in direzione dello scoglio detto “La cassa”, oltre a cinque pontili galleggianti che si sviluppano per una lunghezza complessiva di 470 mt ed un edificio – servizi sul piazzale attrezzato per svolgere le varie attività attinenti alla funzione turistica del porto stesso.

Negli ultimi anni il Porto Turistico è stato spesso tappa del Giro d’Italia a Vela accogliendo sportivi ed appassionati di tutte le nazionalità.

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