Le Vie sopra le Mura

Al termine di via Ottavio Tupputi (la seconda via dei palazzi), ci si trova in largo Castello, da dove continuerà questo nostro percorso rinascimentale e barocco. Procediamo verso l’estremità sinistra del largo, dove a ridosso del muro aragonese incontriamo la chiesa del Purgatorio eretta nel 1638, rappresenta un esempio eccellente di architettura barocca (con notevoli affreschi all’interno). Al suo fianco, compreso fra chiesa e Castello, vi è un piccolo cimitero che fu utilizzato verso la fine del ‘600.

Il nostro percorso continua con la prima delle tre vie contigue sopramurali: Via Cristoforo Colombo. Dopo una breve fascia in cui i modesti spazi disponibili, hanno fatto sì che fosse il popolo a costruire delle piccole abitazioni simili alle vecchie case-torri, si incontrano palazzi come: Palazzo Cusmani (‘700) e Palazzo La Notte (1700), le cui facciate presentano fattezze barocche. Al di sotto delle mura, sul lato destro scendendo lungo la via, si nota un’ampia zona verde visitabile: il Parco delle Beatitudini.

Terminata via C.Colombo, si giunge dinanzi al Porto, dove prima di iniziare a percorrere Via Trieste, notiamo sulla destra il magnifico bastione di San Martino, costruito per far fronte ai pericoli delle incursioni turche. Subito sulla sinistra, invece non passa certo inosservato il Palazzo Albrizio, che mostra sulla facciata il segno di una cannonata austriaca risalente alla prima guerra mondiale.

Mentre una splendida scalinata settecentesca, ci invita a scendere al di sotto delle mura, il nostro sguardo verrà sicuramente catturato dal maestoso Palazzo Ammazzalorsa, dalle forme neoclassiche, costruito nel ‘700 e restaurato nel secolo scorso dal Quagliati, manifesta ancora tutta la sua eleganza e signorilità.
Dal muretto che fronteggia quest’ultimo palazzo si può godere di una meravigliosa vista sul porticciolo naturale.

Continuando ad avanzare su via Trieste si passa al di sopra dell’antica Porta di Mare. Un po’ più avanti troviamo la chiesetta del Ss. Salvatore (detta anche del Santissimo) edificata nel 1649, letteralmente al di sopra della chiesa di S.Nicolò al Porto. Nella chiesa si pratica ancora il culto di S. Antonio abate, l’antico santo protettore dei pescatori. Subito a sinistra una caratteristica scalinata ci porta in una viuzza il cui nome ci richiama ad antiche attività: è la Strada Caldaia, dove veniva fatta bollire, appunto in caldaie, la pece per calafatare le barche. Su strada Caldaia sono visibili i resti della chiesetta medievale di S. Nicolò al Porto che, ancora nel ‘700, ospitava la Confraternita dei Nobili.

Ma ritornando indietro sulle mura, proseguiamo fin sul torrione S. Angelo, uno dei due ancora perfettamente conservatisi, dove è possibile sedersi ad ammirare un ultimo splendido scorcio del porto prima di immettersi in Via Trento.

Proseguendo su questa via, incontreremo sulla sinistra: il settecentesco Palazzo Manes, e più avanti, il Palazzo Fiori ed il Palazzo S.Domenico edificati nella seconda metà del ‘500. Quest’ultimo, in origine convento dei domenicani, all’arrivo dei Francesi con la soppressione degli ordini religiosi, nel 1809, divenne sede degli uffici comunali e governativi.

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