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16
2010
Archiviato in: Inviti
Di: Ufficio Stampa Pro Loco Bisceglie

Dal 18 al 29 settmbre – Via Giulio Frisari n. 3

“Per ogni cosa c’è una stagione, e un tempo per ogni proposito sotto il cielo; un tempo per distruggere e un tempo per costruire; un tempo per piangere e un tempo per ridere; un tempo per trovare e uno per perdere; un tempo per tacere e uno per parlare..” (Ecclesiaste, III, Quolet).

La realtà dell’essere si fonda da sempre sulla dialettica degli opposti; tanta retorica si è spesa invano nella storia dell’umanità alla ricerca di una definizione ultima che circoscrivesse questo necessario gioco propulsivo della vita, e oggi c’è ancora chi ha da dire la sua in merito.

La verità non è altro che una legge segreta del mondo, che manifesta la sua ineluttabilità nel rapporto di interdipendenza tra due concetti opposti che, in quanto tali, lottano fra di loro ma, nello stesso tempo, non possono fare a meno l’uno dell’altro poiché vivono solo l’uno in virtù del suo contrario. Niente esisterebbe se allo stesso tempo non esistesse anche il suo opposto.

Così, ad esempio, una salita può essere pensata come una discesa da chi vi si trova in cima. Tra i contrari si crea una sorta di lotta che pone in essere il logos indiviso, quella legge universale della natura che si nutre di questa dualità.

Legami lègami, gioco di parole con cui l’artista Vincenzo Abascià ha battezzato la sua ultima personale, prodotta dalla Quinta Compagnia Teatrale di Bisceglie, ha per tema dominante i legami, appunto, che uniscono inevitabilmente gli opposti in natura.

La serie di tele, realizzate con colori acrilici e tecnica mista su carta, immortala il vincolo indissolubile che condanna gli opposti a una guerra superficiale che è armonia in profondità. “Alto / basso, terra / cielo, sotto/ sopra, buio / luce, sono interpretazioni dell’artista, mediante la sua riconoscibile cifra stilistica, della legge che domina il mondo.

La sensazione di infinito che lo spazio definito della tela riesce a stento a contenere e l’assenza di un unico punto di osservazione e interpretazione, trasporta l’occhio peregrino dell’osservatore a cogliere prospettive molteplici, ugualmente pregnanti a qualsiasi latitudine. Luoghi delle idee che riflettendosi sull’altro, trovano la propria identità; dove lo specchio ora accresce il valore delle cose, ora lo nega, dove gli antagonisti- amanti vivono l’uno per l’altro, guardandosi negli occhi di continuo.

I colori, in armonico contrasto, fanno vibrare il viaggiatore-osservatore, che rannicchiandosi a prua, cercando l’approdo, si concentra per distinguere i lineamenti di una realtà avvolta da una foschia diradante, con gli occhi che scavano dentro il vapore sospeso in superficie.

L’artista, unendo gli opposti, ponendoli in tensione, crea una sorta di spazio intermedio nel quale i contrari si fronteggiano, con conseguente relativizzazione dell’Io e delle sue certezze, che viene esorcizzato con la presenza di oggetti concreti (un fiore, una stella,..) a rappresentare una piccola certezza nell’impossibilità dell’univocità sacrificata.

Ma la natura, anche quando crea uno sconvolgimento, assicura sempre un certo equilibrio fra gli opposti. Il vero obiettivo quindi non è la vittoria di una parte sola, ma la compresenza dei due poli opposti. Il dualismo, quindi, che si coglie nelle tele di Enzo Abascià è più apparente che reale. Infatti, come ricorda un antico motto latino: Contraria sunt complementa.

La mostra si terrà dal 18 al 29 settembre presso l’ex Sepolcreto di Santa Croce a Bisceglie.

Enzo Abascià, scenografo laureato in architettura per lo spettacolo a Genova, insegna Disegno nei principali Istituti privati della provincia di Bari e Matera, collabora come docente di “Disegno Geometrico e psicologia del colore” presso la Victoria Academy-Moda Design Institute di Bari. Insegna nei laboratori artistici dell’Università della terza età di Bisceglie, si occupa della ideazione e creazione di scenografie teatrali e di eventi e manifestazioni.

Molti i riconoscimenti ottenuti. Ultimo il terzo posto a MediterrArte 2010, con l’opera “Mare- cielo” appartenente all’ultimo ciclo di tele, Legami lègami.

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