Casale San Nicola
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Cimitero monumentale

  • Città: Bisceglie, 13 giugno 1828
  • Committente: Comune di Bisceglie
  • Periodo di progetto: Primo progetto del 1841; progetto definitivo del 1888
  • Periodo di realizzazione: 1845 – 1863; ampliamento 1888 – 1896
  • Destinazione d’uso originaria: Cimitero comunale
  • Destinazione d’uso attuale: Cimitero comunale
  • Note storiche e costruttive

    A partire dal 1817 alcuni disposti regi sollecitarono la costruzione di campisanti in tutto il regno ad almeno “un quarto di miglio” dal centro abitato, affinché le esalazioni non avessero potuto raggiungere il paese.  Nell’arco di un trentennio furono presentati diversi progetti, tutti naufragati a causa del parere contrario  dei privati a cui appartenevano le aree prescelte (fondo in località Trapizzo, località Lamaveta, Staglio dei Pepi). Il colera degli anni 1836-1837, decimando la popolazione, aveva colmato di cadaveri  le chiese, mentre il cimitero comunitario, costruito nel 1696 tra la chiesa del Purgatorio e il Castello, era saturo già da tempo; per far fronte all’emergenza  un cimitero provvisorio venne allestito nei pressi della strada Lama di Macina.
    Nel 1841 l’arch. Luigi Castellucci, incaricato dall’Intendenza di Bari, compilò un primo progetto  per il cimitero di Bisceglie prevedendo un sistema di seppellimento a tumulazione; il luogo stabilito era il cosiddetto “orto di Titto” appartenente alla Mensa Vescovile, a nord-ovest rispetto alla città, sulla strada di Salsello. Il progetto fu approvato nel 1843 con alcune modifiche: le celle avrebbero avuto delle aperture nella parte superiore per consentire uno sfruttamento intensivo dello spazio evitando inutili corridoi. Il 14 gennaio 1845 ebbero inizio i lavori di scavo  sotto la direzione del Castellucci, sostituito dopo  alcuni anni dall’arch. Giuseppe Albrizio. Progettato con pianta quadrata con un lato di m. 70, vi si accedeva da due ingressi: il primo, a sud, era un viale che si immetteva sulla strada provinciale per Trani; il secondo ingresso era un viottolo interno proveniente da Strada la Marina. All’interno il sepolcreto era attraversato da alcuni corridoi che lo dividevano in dodici sezioni ciascuna delle quali divisa in sedici celle, ad eccezione delle ultime due di fondo che erano divise in dodici celle. Quando tutte le celle erano state riempite, le ossa dei defunti venivano spostate nell’ossario comune per fare spazio a nuovi defunti. Attorno al sepolcreto si aprivano numerosi sepolcri privati mentre in fondo ad esso si costruiva la cripta della chiesa, al di sotto della quale, tramite una scala, si scendeva nell’ossario.  Nel novembre 1863 il nuovo cimitero venne consacrato mentre si chiudevano definitivamente i sepolcri delle chiese. Nel 1879 in Consiglio Comunale si apportarono delle modifiche al regolamento, vietando qualsiasi sepoltura a inumazione e limitando il numero delle cappelle gentilizie e delle altre tombe monumentali.  Nel 1882, poiché una norma del Regolamento Sanitario aveva abolito il seppellimento a tumulazione, le celle del sepolcreto vennero vendute ai privati per costruirvi delle cappelle familiari mentre si introduceva l’uso esclusivo dell’inumazione.  L’ing. Mauro Albrizio curò il nuovo progetto che prevedeva un ampliamento della precedente area cimiteriale con la creazione di dodici isole inumatorie, le ultime delle quali destinate ai defunti per malattie epidemiche. La riconsacrazione avvenne nel 1896 mentre nel progetto non fu contemplata la costruzione di una chiesa, edificata successivamente nel 1932. Nel 1903 il Comune, con il progetto dell’ing. Gaetano Ventrella dispose la demolizione delle dodici sezioni del primo sepolcreto e del camposanto dei colerosi.

  • Bibliografia:

    1. Bisceglie nella documentazione grafica dal ‘500 al ‘900
      AA.VV., Molfetta 1988
    2. Bisceglie nella storia e nell’arte,
      Di M. Cosmai, Molfetta 1968
  • Autore della scheda: Giovanna Todisco
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