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Francesco Favuzzi

Francesco Favuzzi Tratto da: www.centrostudibiscegliese.it Sez. galleria fotografica

  • Luogo e data di nascita: Bisceglie, 13 giugno 1828
  • Anno e luogo di sepoltura: Bisceglie, 2 dicembre 1902
  • Titoli: Presidente della Cooperativa dei Sarti di Bari
  • Biografia del personaggio

    Nella memoria biscegliese, il patriota Francesco Favuzzi sembra avere un ruolo defilato, probabilmente per le sue umili origini. In città il nazionalismo e gli ideali mazziniani erano ben radicati in tutti gli strati della società, non a caso nel 1820 la città fu sede della “Dieta delle Puglie”. Nonostante fosse figlio di un sottufficiale dei gendarmi borbonici, Favuzzi si fece portavoce delle masse popolari  e a soli 21 anni fu accusato di incitamento alla guerra civile e minacce contro il Governo. Segnalato dalla Polizia borbonica, cercò di fuggire a Corfù per ricongiungersi con gli altri patrioti; tuttavia la nave su cui era imbarcato naufragò nelle acque di Otranto e cedendo alle richieste della madre, decise di nascondersi e restare a Bisceglie. La sua latitanza durò ben poco e nel 1851 fu arrestato e condannato dalla Corte criminale di Trani al carcere duro, prima a Ventotene e poi a Ponza con altri patrioti. Nel 1857 prese corpo la spedizione di Carlo Pisacane, che il 26 giugno sbarco a Ponza liberando gli ergastolani e arruolandoli sul piroscafo Cagliari diretto a Sapri. Il 28 giugno 1857 i patrioti sbarcarono presso la città campana ma furono assaltati dalla massa dei contadini, solo in pochi riuscirono a fuggire. Dopo il tentativo di rifugiarsi a Sanza con Pisacane, Nicotera e altri pochi superstiti, Favuzzi fu catturato e condannato dalla Corte Criminale di Salerno ad una pena di venticinque anni di carcere duro. Ottenne la libertà nel 1860 con l’arrivo a Napoli di Giuseppe Garibaldi e poté far ritorno a Bisceglie dove fu accolto come un eroe. Durante gli anni del carcere Favuzzi accrebbe le sue aspirazioni di giustizia sociale e di tutela delle fasce più deboli della popolazione; diversamente da Mazzini, il patriota biscegliese sosteneva la necessità di coinvolgere congiuntamente nella lotta per l’indipendenza la borghesia e i proletari, gli intellettuali e i contadini. A 31 anni, tornato a casa dopo quasi dieci anni, riprese il suo lavoro di sarto; rinunciando agli onori, decise di rifugiarsi nella quiete della vita familiare sposando una giovane donna di nome Lucia Colonna, dalla quale ebbe sei figli. Nel 1895 a Bari fondò una Cooperativa di sarti, della quale fu Presidente. Morì il 2 dicembre 1902 nella sua umile dimora in pendio S. Matteo e nel 1908 il Consiglio Comunale decise di realizzare un sarcofago e un’epigrafe per celebrare la memoria dell’eroe risorgimentale.

  • Bibliografia:

    1. “Francesco Favuzzi, eroe della spedizione di Sapri, precursore di libertà”
      a cura di F. Massimiliano e L. Palmiotti, Bisceglie 2004
    2. “Bisceglie nella storia e nell’arte”
      a cura di M. Cosmai,
      Ed. Eurografica, Bisceglie 2003
  • Autore della scheda: Giovanna Todisco
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