- Luogo e data di nascita: Bisceglie, 1832
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Note storiche e costruttive
Per evitare “disturbi per questioni di precedenza nelle funzioni” delle bande musicali nella Provincia di Bari ed “assembramenti di individui […] sogliono portarsi nelle occasioni di festa per procurarsi dei mezzi di lucro”, nel 1864 il valoroso sindaco di Bisceglie Giuseppe Monterisi informò il Prefetto di Bari Eugenio Fasciotti dell’esistenza della Banda di Bisceglie, già costituitasi nel 1832. Nel 1865 il sindaco aggiunse che la più vecchia patente (licenza) della banda in possesso del Comune fosse quella rilasciata nel 1853 al Maestro Emmanuele Gotus di Napoli, banda formata prevalentemente da artigiani, sarti, calzolai. Attraverso fonti notarili si attestava che essi seguissero lezioni di strumento a fiato del Maestro di Cappella Gioacchino Pansini di Molfetta, ma residente a Bisceglie. Nel 1842 la Banda di Bisceglie fu diretta dal Maestro Biagio De Gaudio e tra i componenti spiccarono il patriota biscegliese Francesco Favuzzi e suo fratello Achille. Dal 1853 al 1859 ad istruire la Banda fu incaricato il Maestro Emmanuele Gotus, già citato in precedenza, affiancato da un coordinatore: Orazio Bruni. In quegli anni la Banda indossò per la prima volta la divisa. Nel 1863 giunse alla guida del corpo musicale il Maestro Raffaele Annoscia di Bari. Dopo il susseguirsi di vari maestri, nel dicembre del 1882 venne nominato tramite votazione dalla civica amministrazione , un figlio d’arte: Roberto Curci di Barletta, figlio, per l’appunto, del celebre maestro barlettano Giuseppe, al quale fu intitolato il teatro cittadino.
La prestigiosa figura di Biagio Abbate di Bitonto, padre dei Maestri Ernesto e Gennaro, approdò alla direzione della banda: infatti fu nominato nel 1888 per la durata di cinque anni, e, successivamente, riconfermato. Epoca d’ora sotto la sua direzione energica e carismatica, la Banda indossò perfino una nuova divisa. L’Abbate mostrava talento e determinazione, tanto da arrivare, una volta, ad alzare scortesemente la voce in faccia al sindaco Caprioli nel 1893 e talvolta, esagerando, a rimproverare eccessivamente gli sbagli dei bandisti. In un episodio particolare tra il maestro ed un bandista, quest’ultimo fu espulso ed il maestro fu ammonito. In un altro evento, l’Abbate fu diffidato dal sindaco Monterisi. Il 24 aprile 1890 il Comune affidò la costruzione della Cassa Armonica, da collocarsi nei viali pubblici. Nel 1895 il Seminario Arcivescovile di Bisceglie concesse al Comune la sala del refettorio per uso di concerti e lezioni della Banda. Nel 1898 per la terza volta l’Abbate fu riconfermato. Alla fine del suo mandato, la Banda attraversò una fase grigia.
Nel 1925 riprese vigore e poi ricadde nell’oblio, fino ad arrivare al 1933 in cui la Banda, chiamata “Azzurri di Dalmazia”, rappresentando la politica fascista locale e nazionale, cominciò a dare nuovi cenni. Il secondo conflitto bellico rappresentò la stasi del progresso e delle arti, fin quando, nel secondo dopoguerra, Domenico Belsito riportò in sesto la Banda. Nicola Di Chiano la mantenne viva fino al 1962. La prestigiosa figura del Maestro Cataldo Gigante di Molfetta nel 1963 (fino al 1971) diede tanto lustro ed onore al complesso bandistico. Nel 1989 la Banda fu dedicata alla memoria del già citato talentuoso Maestro Biagio Abbate e si dotò di due nuove divise, effettuando in pompa magna il concerto inaugurale nel Politeama. Fino al 1994 l’indimenticabile Maestro Raffaele Miglietta fu alla direzione del Complesso Bandistico. Successivamente si avvicendarono insigni Maestri (tra cui Di Sabato e l’attuale Demichele), professionisti ed appassionati, con tante buone idee e talento da mostrare, speranzosi ma non sempre considerati dalle autorità locali di competenza, in attesa di tempi migliori. -
Bibliografia:
- “La Banda e la Memoria”
Di Luca De Ceglia
Bisceglie 2003
- “La Banda e la Memoria”
- Autore della scheda: Pasquale Di Pilato


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