Casale San Nicola
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Le trasformazioni delle mura

  • Città: Bisceglie
  • Committente: Ferdinando I d’Aragona, re di Napoli, viceré Pietro di Toledo
  • Periodo di progetto: Fine XV sec.
  • Periodo di realizzazione: Le mura furono costruite negli ultimi anni del XV sec. e potenziate nel
    corso del XVI sec. Le usurpazioni cominciarono nella prima metà dell’800
  • Destinazione d’uso originaria: Mura difensive
  • Destinazione d’uso attuale: Vani, depositi, logge e giardini privati
  • Note storiche e costruttive

    La cinta muraria che circonda il centro storico di Bisceglie fu realizzata in epoca tardo – aragonese, a sostituzione della precedente murazione medievale, con quattro torrioni rotondi d’angolo (sono ancora esistenti il torrione di Schinosa del 1490 e il torrione di Sant’Angelo del 1492) e cortine di collegamento terrapienate e a parete inclinata, con lo scopo di aumentare la stabilità e la resistenza dell’apparato difensivo alle nuove tecniche di assalto, a seguito dell‘introduzione dell’artiglieria da fuoco.
    Nel periodo del Viceregno Spagnolo si attuò un intenso processo di bastionamento della cinta aragonese e a partire dal 1541 furono realizzati:
    il bastione mediano ad est, detto “di San Gennaro”,
    il bastione lungo la lama occidentale, detto “di San Paolo”,
    un puntone a lancia a sud-est, innestato al vertice del castello nel 1541, per ordine del viceré Pietro di Toledo. Questa struttura sarà oggetto di sostituzione edilizia a partire dal 1887,
    il bastione a martello a difesa della Porta di Zappino, detto “la Polveriera” (che ricopriva l’area dell’attuale teatro Garibaldi e parte di via Marconi), ultimato nel 1545,
    il bastione di San Martino, innestato al vertice nord-orientale delle mura, ultimato nel 1568.
    Il circuito delle mura quattro-cinquecentesche rimase inalterato fino all’Ottocento, quando, a causa dell’espansione della città fuori le mura, si rese necessaria l’apertura di varchi nella muraglia. Furono realizzate:
    la Porta Nuova 1747, tra la torre Maestra e palazzo Curtopassi,
    la rampa nei pressi della chiesetta di San Rocco,
    la rampa Schinosa, adiacente all’omonimo torrione, aperta nel 1852 su progetto dell’ing. Albrizio,
    la rampa Ammazzalorsa,
    nel 1864 fu demolito il bastione di Porta Zappino.
    A partire dai primi anni dell’Ottocento, i proprietari dei palazzi prospicienti la cinta muraria si appropriarono illegalmente di porzioni di muraglia: i terrapieni furono svuotati per ricavare dei vani per uso civile e i camminamenti sulle cortine furono occupati per poter realizzare logge e giardini.
    Le usurpazioni si verificarono lungo tutto il perimetro delle mura, ma soprattutto a mezzogiorno, dove le famiglie Curtopassi, Gargiulo, Monterisi, Frisari, Consiglio, Berarducci, Schinosa e le monache del monastero di S. Croce si impossessarono dei tratti delle antiche mura che aderivano ai palazzi di loro proprietà. Si trovarono occupatori di vani nella muraglia anche le famiglie Farucci, Manes e Carelli.
    Sul lato mare, la cortina muraria che conservava l’originale andamento a denti di sega, fu allineata su progetto dell’ing. Ventrella e la Porta di Mare fu ingrandita nel 1900.

  • Bibliografia:

    1. “Bisceglie nella documentazione grafica dal 500 al 900”
      a cura di G. Dibenedetto  e G. La Notte
      Ed. Mezzina, Molfetta 1988
    2. “Palazzi di Bisceglie: storie di uomini e di pietre” – Vol. I
      di P. Consiglio, M. Ingravalle e G. La Notte
      Ed. Antonio Cortese Editore, Bisceglie 2006
  • Autore della scheda: Marianna Preziosa
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