- Città: Bisceglie
- Committente: Palazzo Garofoli: famiglia Garofoli – Vendita di lotti castrensi: Comune di Bisceglie
- Periodo di progetto: Prime manomissioni del castello: 1831
- Periodo di realizzazione: Porzioni di fabbriche castrensi trasformate in abitazioni private: fine XIX sec. Palazzo Garofoli: edificato nel 1880
- Destinazione d’uso originaria: Palazzo Garofoli: realizzato come abitazione privata
- Destinazione d’uso attuale: Palazzo Garofoli: abitazione privata
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Note storiche e costruttive
Nella seconda metà del XVI secolo il castello perse le sue funzioni prettamente difensive e militari e nel 1592 fu acquistato insieme alle mura dal Comune di Bisceglie, detto allora Università, che lo destinò ad usi civili. Le prime manomissioni del castello risalgono al 1831 quando i Curtopassi decisero di demolire, in modo illecito, parte di una fabbrica per poter usufruire, dal loro vicino palazzo, di una visuale più ampia verso la campagna posta ad oriente. In seguito diverse porzioni del castello furono cedute dal Comune a famiglie benestanti della città, tra cui i Silvestris, i Frisari di Scorrano, i Tupputi, tanto che già nel 1892 la sola fabbrica in suo possesso era la Torre Maestra. Modifiche massicce e cambiamenti inauditi apportati al castello avvennero alla fine dell’800, quando i proprietari dei diversi lotti o porzioni di fabbriche castrensi trasformarono le loro proprietà espandendole per fini abitativi. Persino il bastione di sud-est del castello e le adiacenti mura subirono notevoli rinnovamenti: già prima dell’800 il Comune aveva concesso a famiglie cittadine il permesso di collocare dei mulini all’interno del bastione, tra cui i Garofoli, i quali praticarono nel 1869 robusti varchi attraverso la muraglia per creare un collegamento con le strade esterne adiacenti, come la strada Benso, ora Corso Umberto. Da quel momento in avanti, fino alla fine del secolo, si moltiplicarono le richieste degli altri proprietari per aprire dei passaggi attraverso la muraglia, in modo da unire anche i loro locali alle strade esterne.
Nel cortile del castello, la famiglia Garofoli, già proprietaria di mulini all’interno del bastione, edificò nel 1880 il proprio palazzo addossato alla facciata principale del Palatium angioino. Codesta costruzione ex-novo rientra nella serie di trasformazioni susseguitesi ai danni della conformazione originaria del castello che, in questo modo, perse irrimediabilmente il suo antico splendore. Si ricordi, per esempio, l’alterazione strutturale e formale della torre di nord-ovest, quella posizionata sull’angolo sinistro della fortezza, la quale fu trasmutata nel 1831 in abitazione privata per opera della famiglia Tupputi che ne ampliò la facciata e vi inserì ampie finestre. L’edificazione di palazzo Garofoli, all’interno del cortile delle Gabelle, è la conseguenza dell’ utilizzo, da parte delle famiglie più in vista della città, di interi lotti castrensi acquistati dal Comune, attivando, così, un circuito, peraltro molto diffuso a quei tempi, di speculazione edilizia.
Palazzo Garofoli si presenta semplice e severo nella composizione: consta di un pianterreno, piano nobile e secondo piano, impreziositi da finestre rettangolari architravate, balaustre, piccole aperture transennate e portali ad arco; due cornici marcapiano, lievemente aggettanti, scandiscono la disadorna trama muraria che termina, su di un lato, con una cornice superiore sporgente. Con la sua enorme mole, palazzo Garofoli oblitera parte del Palatium angioino, risultando un difforme ingombro aspramente dissonante con i nuclei e le strutture medievali con i quali dialoga.
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Bibliografia:
- “Bisceglie nella documentazione grafica dal 500 al 900”
di G. Dibenedetto e G. La Notte
Ed, Mezzina, Molfetta 1988 - Integrazione di Claudio Armenise
- “Bisceglie nella documentazione grafica dal 500 al 900”
- Autore della scheda: Claudio Armenise


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