Casale San Nicola
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Piazza Vittorio Emanuele II

  • Città: Bisceglie
  • Committente: Comune
  • Periodo di progetto: Dal XVIII sec. agli inizi del XX sec.
  • Periodo di realizzazione: 1837, 1845, 1877, 1887, 1900, 1924
  • Destinazione d’uso originaria: Piazza
  • Destinazione d’uso attuale: Piazza e giardino pubblico comunale
  • Note storiche e costruttive

    Il Palazzuolo nasce come piazza spontanea senza una precisa collocazione. In origine troppa vasta ed irregolare, alla fine dell’800 venne ridotta a pianta rettangolare separandone le due aree di P.zza Margherita e P.zza Mercato, con costruzioni di alcuni edifici civili.
    Divenuto largo pubblico nel 1478, quando il duca Francesco Del Balzo donò all’Università biscegliese (il Comune) una parte di esso (l’attuale Palazzuolo grande), delimitato a nord dalla via consolare (oggi statale 16 – via Giovanni Bovio e via M.R.Imbriani), oltre la quale si estendevano fin sotto  le mura urbane gli orti privati  e le vigne.
    La più antica sede degli  uffici giudiziari locali, il palazzotto (oggi palazzo Castellet-Beraducci) ubicato in via Giulio Frisari,  affacciandosi dalle mura, quasi al centro della cortina compresa tra porta Zappino e il torrione Schinosa, per la sua importanza e altezza diede il nome al sottostante Largo de lo Palazzuolo, poi divenuta Piazza Vittorio Emanuele II dal 1881.
    Tale spiazzo divenne il centro della città moderna solo dal 1810, quando i proprietari donarono gli orti al Comune per ampliare il largo, con garanzia di non potervi fabbricare affatto o fare altro che potesse dividere l’orto suddetto dal largo del Palazzuolo.
    L’area (con 300m di lunghezza, 125 di larghezza e una superficie di 4 ettari) iniziò ad avere un assetto più definito nel XIX sec., attraverso dei lavori a più riprese, dettato dall’esigenza di un migliore convogliamento delle acque piovane nelle cisterne cittadine.
    L’acquisto da parte del Comune di alcuni orti privati compresi fra la strada Consolare e quella a ridosso del fossato delle mura aragonesi, la vendita dei suoli intorno al largo del Palazzuolo ad imprese costruttrici, determinò la configurazione spaziale del luogo. La piazza si estese e venne delimitata a Nord dalle nuove logge costruite dai proprietari dei palazzi sovrastanti le mura (Schinosa, Consiglio, Frisari-Beraducci, Monastero di Santa Croce ecc.), mentre a Sud della chiesa conventuale di S. Lorenzo, affiancata dal Calvario e dalla Torre Civica dell’orologio. Nel 1875 si delinò inoltre le zone a Est della piazza: il primo con la realizzazione di una serie di edifici in prossimità dell’ex convento di Santa Croce, che separò la piazza dal “largo delle Cisterne”(Piazza Regina Margherita di Savoia), il secondo con l’espansione del fabbricato “la Taverna”, divenuto in seguito Palazzina Pasquale fino all’allineamento con la strada presso la chiesa della Madonna di Passavia.
    Nel 1877, fu realizzato il sistema viario perimetrale alla piazza.
    Agli inizi del XX sec., durante il periodo fascista la piazza assunse la sua configurazione a giardino (in seguito modificato) con pavimentazione estesa a tutto lo sviluppo planimetrico, la costruzione del Monumento ai Caduti (1924) della Prima Guerra Mondiale e la sistemazione ad aiole della piazza più grande.

  • Bibliografia:

    1. “La Piazza di Puglia nell’Ottocento: tre casi emblematici, Bisceglie, Molfetta e Giovinazzo”.
      di  Pappagallo L.
      Ed. Cavallino e Capone, 1999
    2. “Bisceglie nella documentazione grafica dal ‘500 al ‘900”
      di Di Benedetto G. – La Notte
    3. ”Bisceglie nella storia e nell’arte”
      di M. Cosmai
      Ed. levante Bari, Bisceglie 2003
    4. “C’era una volta il Palazzuolo”
      di Giovanni Preziosa
      tratto da: il Biscegliese – Gennaio 1999, pag.16
    5. ”La pretura di Bisceglie”
      di A. Belsito e G. Rigante,
      ed. Eurografica, Bisceglie 1989
  • Autore della scheda: Mauro Valente
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