Frantoio Galantino
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Scuola Pubblica

  • Città: Bisceglie
  • Committente: Comune e Ministero della Pubblica Istruzione
  • Periodo di progetto: Metà del XIX sec.
  • Periodo di realizzazione: 1825, 1875, 1877, 1882, 1911
  • Destinazione d’uso originaria: Ex convento di San Lorenzo: Regio Ginnasio + Scuola media
    Ex convento di Santa Croce: Scuole primarie
    Ex convento dei frati Agostiniani: Regio Ginnasio + Scuola Tecnica
    Convento di San Luigi – palazzo Castellet: asilo e scuola primaria
    Palazzo Frisari  – locali al piano terra: scuola primaria
    Ex convento di San Domenico: scuola primaria
  • Destinazione d’uso attuale: Tutte le precedenti sedi scolastiche sono state soppresse.
  • Note storiche

    Prima dell’Unità d’Italia, l’istruzione primaria era affidata a due maestre o a un maestro (pagato dal comune), in genere un religioso.
    Collocate in origine nel nuovo Palazzo Comunale (ex Monastero di S. Domenico), le scuole passarono in seguito sotto Palazzo Frisari e in un locale prospiciente la Casa della Madonna di Passavia. Si provvide da subito alle suppellettili scolastiche e vennero concessi libri gratuiti agli alunni poveri.
    Subito dopo l’Unità le scuole subirono un ampliamento, con un aumento del corpo insegnante.
    Durante il processo di unificazione nacque un’intensa attività pedagogica-educativa. In questa fase si delinearono progetti di riforma scolastica e posizione pedagogiche assai articolate, si sollevarono alcuni problemi centrali dell’educazione moderna per le esigenze di libertà ed emancipazione del popolo. Con la nascita dello Stato Italiano non mutarono comunque le misere condizioni socio-economiche della regione e del paese: all’incremento demografico, non fece riscontro un adeguato incivilimento del popolo, dove la sola borghesia trova condizioni e mezzi per prosperare. L’analfabetismo dilagava, l’educazione civica scarseggia; nel 1861 il 77,7% della popolazione italiana era analfabeta, nel 1880 il 67,2 % e nel 1900 il 56,0%, il problema dunque dopo 40anni dalla nascita dello Stato Italiano non era stato del tutto risolto.
    Di pari passo si aprono in città le prime scuole primarie e secondarie; da prima fu istituito un Regio Ginnasio (1866-69), con annesso convitto, nei pressi dell’ex convento di S. Agostino, nato dalla legge del 7 giugno 1866 n.3036, nota come legge di soppressione dell’asse ecclesiastico, che operò la confisca di tutti i beni claustrali, meglio conosciuta come legge Copino che rendeva obbligatoria l’istruzione. Di conseguenza, molte scuole vennero ubicate in ex monasteri (ex convento di Santa Croce, convento di San Luigi – palazzo Castellet, ex convento degli Agostiniani alla Cappella) e l’istruzione smise di essere monopolio di religiosi e privati. Si tentò di migliorare l’istruzione, anche attraverso la proposta di creare una biblioteca; da una delibera comunale del 1867, il sindaco Giuseppe Monterisi istituì una biblioteca pubblica da collocare presso il regio Ginnasio, nell’ex convento degli Agostiniani.
    Nel 1869, a tre anni appena dalla sua istituzione, il Ginnasio Liceo venne surrogato nella stessa sede da una Scuola Tecnica Comunale che durò fino al 1892. I motivi che spinsero la nascita di una scuola tecnica, furono prevalentemente politico-sociali: il partito dei Popolari, attestò che il Ginnasio Comunale viveva ormai di vita svigorita. Per rendersene conto bastava prendere in esame il solo dato dello stesso anno nel quale il numero degli alunni non superava le 32 unità, pesando sulle casse del Comune di ben 12.500 Lire. Secondo gli stessi Popolari, il prete-professore (il prof. Mauro Terlizzi, nominato nel 1886  Ispettore Scolastico insieme agli avvocati Giacinto La Notte e Pantaleo Monterisi ed ai medici Matteo Dell’Olio e Giovanni La Notte) “doveva diffondere nuova vita a quella scuola, oppure anche lui avrebbe contribuito a farla morire. Con la sua presenza attiva nelle classi e per i corridoi, il sacerdote era già riuscito precedentemente a riportare la disciplina e a instaurare un clima nuovo e adeguato ad un istituto di istruzione.”.
    Permasero comunque le riserve dei Popolari per quel genere di scuola a indirizzo classico non adatto alla maggioranza dei giovinetti biscegliesi, figli di operari e di piccoli artigiani i quali ricevevano un tipo di insegnamento non conforme ai propri interessi orientati in prevalenza verso le attività pratiche, continuando a sostenere la necessità della sostituzione immediata del Ginnasio con una Scuola Tecnica.
    Nel 1892 la Scuola Tecnica Comunale venne chiusa e abolita per le gravi condizioni della finanza comunale; passati alcuni anni si reintegrò il vecchio Ginnasio (1905), il quale divenne quindi, scuola esemplare e fucina di cultura sotto la guida del suo Preside, Don Vincenzo Caputi (cui è intitolata la strada ove esso aveva sede) infatti, dal 1913 parte tutta la documentazione scolastica, conservata negli archivi scolastici. Egli fu guida e maestro di vita per tanti giovani, severo ed esigente correggeva senza mai mortificare, riusciva a formare personalità capaci di affrontare la vita con fiducia e consapevolezza; stimolava ed aiutava i ragazzi, che non avevano possibilità, a proseguire gli studi superiori.
    Una soluzione vantaggiosa per il Comune sia sul piano urbano e sia per la collocazione per la sede di un nuovo edificio scolastico, era la zona intorno alla Cappella, presso il fondo dei Berarducci. Sulla nuova via tracciata nei pressi della chiesa di S. Agostino, venne progettato alcuni decenni più tardi, l’ampliamento dell’antico convento già destinato a sede scolastica. Ma ingrandirlo e renderlo sede delle scuole elementari non era cosa né breve né facile. Da un progetto redatto dagli ingegneri D. Valente e A. Spagnoletti nel 1902, si evidenziò che l’operazione doveva essere al quanto laboriosa e costosa. Tra le cause che contribuirono ha ritardare la realizzazione, vi fu la decisa opposizione dell’ispettore scolastico Franco, il quale respinse tra il 1903 e il 1904, la scelta della zona di S. Agostino quale sede dell’edificio delle future Scuole Elementari; i motivi furono di natura tecnica, economica e igienica. Quello che stupirà all’epoca dei fatti fu la proposta nel 1903 del suddetto ispettore. Egli  consigliava di costruire un nuovo edificio scolastico al centro del Palazzuolo, sostenendo l’idea che oltre alla possibilità di poter costruire un edificio di grandi dimensioni, la nuova scuola poteva essere realizzata in una zona dove avrebbe tratto benefici di aereazione e illuminazione; “…collocato in quel luogo l’edificio, avrebbe avuto una importanza morale inestimabile, il quale metterebbe la scuola nelle condizioni di essere stimata e venerata dalla popolazione…”.
    Nel Luglio del medesimo anno il Comune respinse la proposta dell’ispettore, poiché l’edificio poteva distruggere il tradizionale e geloso ornamento della città, cioè il Palazzuolo.
    La forte urbanizzazione e trasformazione del quartiere S. Lorenzo, si concluse quando nel 1874 accanto alla torre dell’orologio (1863) e del Calvario( 1858), fu edificata a spese del Comune una costruzione su un solo livello, per ospitare l’Asilo infantile per fanciulli poveri, gestito dalle suore. L’edificio fu costruito su un suolo ancora di proprietà dell’Orfanotrofio Bombini e per il quale il Comune pagava l’affitto. L’Asilo Margherita (così chiamato) ebbe vita breve, poiché negli anni ‘30, durante il Fascismo venne abbattuto per costruire una Casa del Fascio che non sarà mai realizzata.
    Con la costruzione nel 1931 del grande edificio scolastico “A. Di Crollalanza” (oggi E. De Amicis), progettato dall’ing. Luigi Buttiglione, venne risolto definitivamente il problema dei locali per le suole primarie, fino a quel momento dislocate in zone diverse della città.
    Infine negli anni ’50 del XX sec. nacquero altri istituti quali: l’Istituto Professionale Statale per il Turismo e il Commercio “G. Bovio” (1957), per segretari, contabili d’azienda e per i servizi turistici, un Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato (1958), per elettricisti e meccanici, l’Istituto Tecnico Commerciale Statale “Giacinto Dell’Olio” (1960), per ragionieri e tecnici informatici (oggi arricchito da un corso a valenza turistico-economica), il più grande tra gli istituti.

  • Bibliografia:

    1. “Il Ginnasio o la Scuola Tecnica?”II
      La Gazzetta del Popolo 19 Ottobre 1902 p.3
    2. “Bisceglie nella documentazione grafica dal 500 al 900”
      di G. Dibenedetto  e G. La Notte
      Ed. Mezzina, Molfetta 1988
    3. “Ex convento di S. Lorenzo: un’opera da valorizzare”
      di Marzia Mazzone
      Ed. Tipolito Martinelli snc, Corato 2001
    4. “Bisceglie nella Storia e nell’arte”
      di M. Cosmai,
      Ed. Eurografica, Bisceglie 2003
    5. “Dalle vigne alla piazza”: Notizie di un ventennio biscegliese (1886 – 1906)
      di F. Pellegrini,
      Ed. Antonio Cortese Editore, Bisceglie 2005
    6. “Agenda di Bisceglie 2006”
      Ed. Litostampa Antonio Cortese, Bisceglie 2005
  • Autore della scheda: Giovanni Di Liddo
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