- Città: Bisceglie
- Committente: Il collegamento ferroviario (Napoli – Caserta – Foggia) pensato da Federico II di Borbone nel 1839 , venne concretizzato durante il Regno d’Italia nella tratta adriatica dal 1861- 1872
- Periodo di progetto: Tra il 1860 e il 1865 viene realizzato l’asse ferroviario Ancona - Bari
Linea Adriatica 1861- 1872 – Stazione: dopo la metà del XIX sec. - Periodo di realizzazione: 1864/1865
- Destinazione d’uso originaria: Scalo ferroviario per merci e viaggiatori
- Destinazione d’uso attuale: Scalo ferroviario viaggiatori
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Note storiche
Mentre nelle città limitrofe la stazione ferroviaria trovava una precisa ed importante collocazione nello sviluppo dell’assetto urbanistico della città ottocentesca, la stazione di Bisceglie venne edificata in uno spazio libero e decentrato, senza considerare i possibili ampliamenti della “città nuova”.
La stazione ferroviaria nasceva come semplice punto di interruzione tra Trani e Molfetta. Il progetto realizzato dall’ Arch. Maurangelo Monterisi, prevedeva la costruzione di un corpo centrale su due livelli affiancato da due fabbricati su livello unico e di tre binari.
La pianta dell’edificio è rettangolare, al suo interno si individuavano spazi ben definiti:
- Corpo centrale: I° livello – erano collocati gli uffici della biglietteria, del telegrafo e del capo stazione più un vano scala che conduce al II° livello (detto anche Piano Nobile) presso l’abitazione del Capo Stazione, coperto da un tetto a quattro falde con capriate lignee;
I° livello verso Foggia: erano sistemate la sale d’attesa di III^ classe e le sale di I^ e II^ classe con angolo ristoro, e il corridoio che conduceva ai binari;
I° livello verso Bari: si trovavano le stanze dell’ufficio merci e bagagli, della lampisteria (luogo dove si conservano gli apparecchi di illuminazione della stazione) e del dazio.
Le rispettive ali, erano coperte da tetto a capriate in legno disposte a semipadiglione.
Uno stabile separato dall’intero edificio ferroviario, collocato nell’ala est, era dedicato ai servizi igienici provvisto di impianto fognario, mentre quello ovest vi era un magazzino per lo scalo merci munito di piano caricatore.
L’ aspetto esterno, si compone di nove archi a tutto sesto sul I° livello, con la funzione di porte e finestre, mentre il secondo livello del corpo centrale era ed è composto da tre finestre. Tutto il fabbricato fu decorato da zoccolo, paraste, cornicioni marcapiano tutti rigorosamente in pietra per sottolineare le parti strutturali e la suddivisione dei tre corpi principali.
La copertura, infine era rivestita da tegole in terracotta.
Nel corso del XX sec., durante il periodo Fascista fu realizzato il piazzale circolare (oggi piazza Diaz 1931) davanti all’ingresso dello scalo ferroviario, la pensilina metallica sul lato interno verso il binario 1, mentre fu introdotto l’orologio centrale in facciata.
sostituito contemporaneamente il tetto a padiglione con un solaio piano, e.
Nel dopoguerra, i prospetti dell’edificio furono ulteriormente modificati, in quanto venne sostituito il tetto a quattro falde con un solaio in latero-cemento, mentre le facciate furono rivestite con piastrelle in cotto secondo i gusti architettonici del neo-realismo.
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Bibliografia:
- “C’ERA UNA VOLTA LA STAZIONE “
storia, caratteri architettonici e tipologici dei fabbricati viaggiatori da Foggia a Bari
a cura di G. Simone
ed. iNSERZIONi, 2000
- “C’ERA UNA VOLTA LA STAZIONE “
- Autore della scheda: Ippolita Bombini


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