- Città: Bisceglie
- Committente: Comune
- Periodo di progetto: Seconda metà del XIX secolo
- Periodo di realizzazione: 1863
- Destinazione d’uso originaria: Torre civica dell’orologio
- Destinazione d’uso attuale: Torre civica dell’orologio
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Note storiche e costruttive
La torre dell’orologio svetta alta e leggiadra tra la chiesa di S. Lorenzo e il Calvario, dinanzi a P.zza Vittorio Emanuele II. La torre dell’orologio pubblico ha base quadrata e fu fatta costruire nel 1863 per volontà del Comune di Bisceglie, approvando il progetto presentato dall’architetto Maurangelo Monterisi. Ancora oggi è possibile leggere la targa che riporta la data di edificazione.
Essa fu realizzata in un punto elevato rispetto al Palazzuolo, quasi volesse essere una torre dalla duplice funzione: torre dell’orologio e torre di vedetta. A prima vista sembra essere la torre campanaria dell’adiacente complesso chiesastico, in realtà esula completamente da quest’ultimo.
La facciata presenta una partizione in 4 piani, compreso il basamento, scandita da cornici più o meno aggettanti, ciascuno dei quali è leggermente più piccolo rispetto al precedente e i cui elementi decorativi sono tutti di color sabbia in contrasto con il rosso vermiglio delle facciate. Il basamento è realizzato con conci di pietra a vista e su di esso si eleva il profilo ornato da pietre cantonali d’angolo di color sabbia. Questa sede reca, centralmente, la targa con la data di edificazione. Il secondo piano è scandito da paraste sormontate da capitelli riccamente ornati e da semplici monofore a tutto sesto delimitate da una cornice con triplice ordine di cordoni lisci, ordinati con rincasso a scala, al di sopra dei quali si delinea una cornice lineare modanata. Il terzo piano si innalza su una cornice aggettante con una fascia a dentelli. Sul prospetto di quest’ultimo, prospiciente la piazza, si palesa l’orologio circolare, mentre sulle facce laterali si aprono semplici finestre a forma quadrata. Infine il quarto piano, oltre ad essere impreziosito da paraste con capitelli e cornice modanata, è alleggerito da aperture dalle quali si intravedono le campane poste al sommo della torre. Quest’ultimo piano è chiuso da un’ulteriore cornice aggettante su cui si innalzano 4 pilastrini a pianta quadrata che delimitano il terrazzino superiore.
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Bibliografia:
- 1.“Ex convento di S. Lorenzo: un’opera da valorizzare”
di Marzia Mazzone
Ed. Tipolito Martinelli snc, Corato 2001 - Integrazioni a cura di Aurelia Daniela Rana
- 1.“Ex convento di S. Lorenzo: un’opera da valorizzare”
- Autore della scheda: Aurelia Daniela Rana


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