Frantoio Galantino
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Via San Martino e Via Sant’Andrea
  • Città: Bisceglie
  • Committente: Comune
  • Periodo di progetto: Metà del XIX secolo
  • Periodo di realizzazione: 1845 – 1885
  • Destinazione d’uso originaria: Strada comunale
  • Destinazione d’uso attuale: Strada comunale

  • Note storiche e costruttive

    Dalla prima metà del XVIII sec. la popolazione biscegliese aumentò notevolmente, tanto da incentivare la necessità di nuovi “quartieri” fuori dalle mura della città medievale. Contemporaneamente furono aperti nuovi varchi (porte) d’uscita dalla cinta muraria, rimasta fino a quel momento inalterata e racchiusa, nella sua forma pentagonale tardo cinquecentesca.
    Successivamente seguirono ulteriori sviluppi della città: a est e ad ovest del Palazzuolo, con la nascita e lo sviluppo dei primi rioni ottocenteschi extra-moenia.
    Visti i continui sviluppi urbani, si decise di collegare Largo del Palazzuolo con la ”strada mediterranea” che conduceva a Corato e Ruvo, per cui dal 1845 venne tracciato  un asse di collegamento (un tempo extra-urbano) tra la campagna a Sud e il centro della città.
    Lungo la costruzione di questo lunghissimo asse rettilineo, la cui vicenda trentennale si concluse nel 1871, si cominciò la costruzione di Via San Martino (attuale Via A. De Gasperi), fino a quando nel 1864 (a 400 metri dal Palazzuolo) venne intersecata dalla linea ferroviaria Foggia – Bari, dando vita a due percorsi via San Martino e via Sant’Andrea.
    Per molti anni sino agli inizi del 900, via San Martino funse da raccordo fra la grande piazza urbana e il piazzale della stazione ferroviaria, leggermente decentrato rispetto alla strada, diventando la prima e più importante “strada di stazione”. Sebbene poco edificata lungo i suoi fronti, a questa strada fu riconosciuta una valenza urbana e nel 1874, pur essendo al di fuori dei confini urbani, venne compresa nel novero delle strade soggette a tassazioni pubbliche.
    Lungo  questo principale percorso ottocentesco, sorsero importanti edifici appartenuti a ricchi borghesi e imprenditori, come le due palazzine in stile Liberty del Cav. Francesco Di Liddo, le palazzine Zingarelli , Cusmai , Storelli, ecc.
    Vista la “movida” creatasi nella zona, nel 1879, l’amministrazione comunale provvide alla creazione di marciapiedi per il passeggio sicuro dei pedoni che entravano ed uscivano dalla città nuova, o borghese che dir si voglia.
    Lo sviluppo ferroviario favorì lungo la Via Mediterranea (Via Sant’Andrea) la crescita di grandi aziende, come lo stabilimento enologico Haussmann e Marstaller (attuale mobilificio) e la “Nardi”, che offrì nuove opportunità lavorative per la città.
    Lungo la Via di Sant’Andrea, tra la fine dell’800 e gli inizi del 900 furono costruite le abitazioni stagionali e non di molti borghesi e nobili, come per esempio palazzo D’addato,  ville in stile Liberty, come la prestigiosa Villa Angelica, dimora del Duce durante il periodo della II guerra mondiale e villa Logoluso-Di Pierro, oltre alla nota villa settecentesca Milazzi-Curtopassi.

  • Bibliografia:

    1. “Bisceglie nella documentazione grafica dal ‘500 al ‘900,
      AA.VV.
      Mezzina, Molfetta 1988,
    2. Il Biscegliese
      Articolo : Ottobre 2010
    3. Dispensa n. XI Corso di Aggiornamento per Guide Turistiche 2010
      Pro Loco  UNPLI Bisceglie
      a  cura di Di Liddo Giovanni; 2010
  • Autore della scheda: Ippolita Bombini
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