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17
2015
Archiviato in: Libri
Di: Ufficio Stampa Pro Loco Bisceglie

18 giugno 2015

zucchine“Da quando Martina è entrata nella mia vita ho imparato tanto, talmente tanto che, anche se volessi contenere dentro mille pagine un elenco di appunti, finirei per smarginarle tutte in un’unica misura: quella dell’infinito”. Cosi Tommy Dibari ci racconta la sua esperienza di paternità, tanto attesa quanto inaspettata nelle sue modalità.

Sarò vostra figlia se non mi fate mangiare le zucchine. Storia di un’adozione’ Ed. Cairo è il libro di cui si parlerà nel secondo appuntamento di Storie da bere presso il Makeart durante il quale Tommy Dibari racconterà a Rosalia Gentile, psicologa e coordinatrice educativa della comunità per minori “Nonno Enzino” e Mariablu Scaringella, la storia della sua famiglia e di come lui e sua moglie Doriana abbiano scelto di adottare Martina ‘con gli occhi sempre più verdi, talmente verdi che adesso somigliano a capperi selvatici tra le rocce’, di come si sono innamorati di lei, fragile e indifesa, ma di come abbia saputo mettere le cose in chiaro fin da subito sul suo rapporto con le zucchine e su tutto il resto.

L’aperitivo book-olico per questa commovente e coinvolgente serata sarà proprio a base di zucchine… venite a scoprire il perché, potreste anche essere il fortunato estratto che vincerà la copia autografata del libro!

Il 18 giugno alle 20,00 #storiedabere per emozionarti e divertirti solo da Make Art in via Cardinale Dell’Olio, 18 a Bisceglie.

Il libro

Tommy e Doriana sono una giovane coppia come tante: si amano, si sposano, decidono di avere un figlio. Ma, come recita l’antico detto ebraico, quando l’uomo pensa, Dio ride. Così il figlio tanto desiderato non arriva, e i due vengono risucchiati in un percorso fatto di controlli, analisi, terapie di Gonal F, inseminazioni, Fivet, tour religiosi in cerca della grazia e diete a base di peperoncino scaricate dalla rete; un pellegrinaggio su e giù per lo stivale tra ospedali, cliniche private, camici bianchi e camici sporchi, loro che si sentono topi da laboratorio in attesa del prossimo esperimento.

Mentre i palazzi della città si riempiono di fiocchi rosa e azzurri sui portoni, e i giardinetti di mamme che spingono carrozzine, per loro arriva la glaciale sentenza: «Vi trovate in quello che la scienza definisce il range di infertilità inspiegabile», e la speranza cede il posto alla delusione, allo sconforto. Finché all’improvviso accade qualcosa. Bastano poche parole e tutto sembra diverso. «Forse siete destinati a un altro progetto, forse dovete andare a prendervi vostro figlio, portarlo via e salvarlo.» Tommy e Doriana decidono allora di reagire, di seguire il cuore, di tornare nel luogo dell’anima dove i palpiti contano più dei parametri di riferimento. Scendono in profondità, nel posto segreto delle emozioni verso una scelta altrettanto ardua: l’adozione. Si tuffano tra le braccia dei giudici, degli psicologi e degli assistenti sociali, sussurrando loro che da qualche parte nel mondo c’è un bambino che li aspetta. Poi, un giorno, la risposta arriva dal tribunale italiano: c’è uno scricciolo, fragile come una foglia, che risponde al nome di Martina. Non vuole né zucchine né botte, ma ha un’immensa fame d’amore.

E così tutto si capovolge, perché la vita può anche essere letta al contrario. Come dice Martina, «se lo guardi bene, il cielo è un mare rovesciato».

 

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