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07
2010
Archiviato in: Comunicazioni
Di: Ufficio Stampa Pro Loco Bisceglie

Venerdì 17 dicembre – ore 21 – Teatro “Garibaldi” – Bisceglie

Va in scena venerdì 17 dicembre alle ore 21 in prima nazionale presso il Teatro Garibaldi di Bisceglie (prevendita biglietti: Cartolibreria Storelli, via Luigi Papagni 11) “Il grande Kahuna” di Roger Rueff, messo in scena dalla Compagnia “Teatro delle Onde” per la regia e l’adattamento di Tonio Logoluso, che con questo spettacolo festeggia i suoi 25 anni di carriera in Teatro.

Insieme a Tonio Logoluso recitano Cosimo Boccassini e Leonardo de Simone. Prevendita biglietti: Cartolibreria Storelli, via Luigi Papagni 11.

Il testo teatrale è stato adattato e portato con enorme successo anche al cinema da due grandissimi attori come Kevin Spacey e Danny De Vito col titolo “The big Kahuna”.

La storia

Una giornata lavorativa di tre venditori di lubrificanti industriali, alla ricerca del grande colpo con un cliente rinomato (il grande Kahuna). Questa è la semplice trama.

L’azione però si sviluppa straordinariamente in una serie di dialoghi fittissimi, continui, con i tre personaggi in scena che discutono di religione, di affari, di donne, della vita.

C’è il senso del sospeso, dell’attesa, del Godot beckettiano che arrivi a purificare le esistenze dei tre protagonisti, invase da dubbi atroci anche quando si parla di certezze; un confronto fra tre generazioni diverse (un ventenne, un quarantenne e un cinquantenne) che traccia un quadro di grande pathos emotivo e narrativo.

Così, i tre protagonisti – affaristi, di cui due grandi amici da tempo ed espertissimi del mestiere, l’altro novellino e puritano, trascorreranno l’intera giornata alla ricerca del Nulla che potrà cambiargli la vita. Quell’essenza tanto invocata che non potrà mai essere il fiuto economico, lo stile, la vita capitalistica ossessionata dal dio Danaro, che racchiude la sua morale nel personaggio di Phil, uomo ormai depresso dinanzi al fallimento, alla tabula rasa, di quello che egli chiama “missione”.

Un rispecchiamento implacabile dell’essere umano odierno, che tolta ogni veste da piccolo borghesuccio nasconde un enorme paradosso, sfogato, per l’incapacità di eliminarlo, nell’odio verso l’altro, nel narcisismo, nel pessimismo o nella fede evanescente, libertà soggettiva di credere per non accettare il fatto di vivere e morire qui sulla Terra senza un perchè.

Il testo si regge su dialoghi brillantissimi e di grande impatto, alterna drammaticità a raffinato umorismo, elementi che da soli ne fanno un capolavoro contribuendo a dare anche grande azione alla messinscena.

La musica (molto presente) e gli effetti di fondo integrano il senso di sospensione e tensione emotiva della pièce. Una “summa” dell’esistenza moderna raccontata attraverso la magia del palcoscenico

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