Il Golfo delle Sirene

Notizie

19
2013
Archiviato in: Comunicazioni
Di: Ufficio Stampa Pro Loco Bisceglie

Domenica 23 giugno 2013

Unesco 23 giugno 2013Dai convegni  promossi dal Club UNESCO Bisceglie sulle Scienze della Terra con i Geologi P. Sansò, D. Liotta, V. Iurilli, lo scienziato dr D. Macaluso, prof Benito Leoci-Merceologo, gli ing Cafaro e Dammacco, di cui in settembre uscirà la Pubblicazione degli Atti, editi dalla Federazione UNESCO – presso l’Università di Siena -Facoltà di Geotecnologie, è emerso che  il vero progresso può avvenire solo in armonia con la Natura ed in una doppia sinergia tra nuovi ed antichi saperi, tra cultura scientifica e cultura umanistica, nella sintesi migliore di ciò che l’Uomo è stato e potrà essere, tra le diverse sfere della conoscenza. . . . (SIGEA)

Per domenica 23 giugno,  la 3° Escursione inserita nel Programma promosso dal Club UNESCO Bisceglie 2013. . . attraversando i luoghi con i 5sensi… percorsi nel Patrimonio identitario della Puglia – ANNO III, toccherà le città di  Egnazia – Monopoli – Polignano a Mare.
Gnathia fra mito e poesia, sarà il tema della  lectio magistralis del prof. Luigi Palmiotti – Presidente Archeoclub d’Italia sez di Bisceglie e Direttore del Museo Etnografico “F.sco Prelorenzo” e delle  Poesie di Salvatore Memeo, che si terrà nel Parco Archeologico di Egnazia, a cui seguirà la visita alla Mostra su Egnathia e la sua storia” nel Museo archeologico.

A Monopoli presso il lido Santo Stefano, seguirà l’intervento della fotoreporter Pina Catino, Presidente Club UNESCO Bisceglie sul tema “Erosione, il male oscuro che sta divorando la terra”. La costa pugliese, caratterizzata da uno sviluppo tra i più elevati dell’Italia continentale, pari a circa 995 Km, presenta caratteristiche geomorfologiche assai variegate e distintive, modellate dalle incidenze litologico-strutturali e dalle locali condizioni meteo-climatiche,  la rendono una risorsa territoriale di grandissimo valore economico e sociale.

Ultima tappa Polignano a Mare – Centro storico , visita alla casa del Vescovo di Bisceglie, Mons Pompeo Sarnelli (1692-1724) a cui il Comune di Bisceglie ha dedicato non solamente la Biblioteca comunale, attualmente ubicata nell’antico Monastero di Santa Croce in via Frisari, dove ha sede il Club UNESCO Bisceglie, ma al Sarnelli, essendo stato  considerato lo storico più antico della Città,  è stata dedicata  la rassegna “Premio Internazionale Mons. Pompeo Sarnelli”, giunta alla IX edizione. La Rassegna che si svolge annualmente a Bisceglie  prevede la premiazione di Alte personalità  distintisi nei settori: ecclesiastico, istituzionale, giuridico-istituzionale, militare, archeologico-artistico-letterario, medico-scientifico.

  • MONOPOLI – Sulla caletta sabbiosa del Lido Santo Stefano domina il CASTELLO SANTO STEFANO
    Fondato nel 1086 da Goffredo, conte di Conversano, sorse su di una penisoletta protendentesi tra due insenature che formano due piccoli porti naturali, ossia gli attuali lidi Santo Stefano e Ghiacciolo. Con la presenza di un pozzo da cui attingere acqua freatica, fu sede del monastero dei Benedettini, i quali diedero il nome alla rocca per la presenza delle reliquie del santo, poi traslate il 26 dicembre del 1365 da Monopoli a Putignano per difenderle dalle continue aggressioni turche e piratesche.  Intorno alla fine del XIII secolo i Cavalieri di Malta, che già possedevano un domus intra  moenia adibita ad ospedale, al fine di controllare i traffici verso la Terra Santa con più dovizia, decisero di trasferirsi nell’abbazia rifortificando il vecchio maniero difensivo costiero. Crearono un fossato tuttora visibile e resero utili all’attracco entrambe le calette alla destra e alla sinistra del monastero-fortezza. In pratica, nelle giornate di greco o di greco-levante, l’abbazia-fortezza diveniva tappa obbligata per i naviganti da Bari verso Brindisi. La presenza di due cale forniva, inoltre, la possibilità di riparare più navi contemporaneamente e di rifornirle di tutto l’occorrente per intraprendere il viaggio verso la Terra Santa.
    La zona circostante, nei secoli XVIII e XIX, venne inglobata nel Capitolo della Cattedrale di Monopoli. Con l’annessione volontaria, prima città in Puglia, l’abbazia con i terreni ed il castello passarono sotto l’amministrazione borbonica. Attualmente il castello è di proprietà della famiglia de Bellis.
  • POLIGNANO A MARE (città natìa di)  POMPEO SARNELLI  che entrato in possesso della diocesi di Bisceglie fu anche delegato Apostolico per la Chiesa di Molfetta. Durante il periodo di vescovado, avendo ereditato la tutela spirituale di circa 6000 anime, egli divise il suo tempo fra la zelante amministrazione della diocesi e l’indefessa cultura delle lettere: oggi viene ritenuto tra i maggiori scrittori del suo tempo. Implacabile nel combattere la dilagante rilassatezza dei costumi laici ed ecclesistici nella città di cui era vescovo[3], si attivò alla ricerca delle origini della stessa, intensificò l’istruzione religiosa, curò il decoro delle sue chiese.   Scrittore di vasta erudizione, nella sua vita scrisse e diede alle stampe ben oltre 59 opere che    ebbero vasta diffusione e ristampate in diverse edizioni nei secoli successivi.
    Egli dedicò alla città di cui era vescovo il libro “Memorie de’ Vescovi di Biseglia e della stessa città”, stampato a Napoli presso il tipografo Giuseppe Roselli nel 1693. Grazie a quest’opera, nonostante alcune incongruenze sulla esposizione di alcuni fatti storici, oggi il Sarnelli è considerato come lo storico più antico della città di Bisceglie.
    L’attività del Sarnelli fu rivolta anche verso il recupero del Seminario e del vetusto Palazzo Vescovile di Bisceglie. Con i lavori di recupero del palazzo, oggi sede del Museo Diocesano, avviati nel 1693, venne addossato alla facciata principale un loggiato con archi a tutto sesto poggianti su due ordini di colonne e con volte a crociera. Egli attuò una rigida riforma nell’amministrazione delle confraternite. Si spense il 7 luglio 1724. Riposa nella cripta della cattedrale, nel sepolcro che aveva fatto preparare per se stesso e per i suoi successori . Due mesi prima, il Cardinale Orsini, che era stato suo mecenate, venne assunto al pontificato con il nome di Benedetto XIII.
  • EGNAZIA L’area in cui sorse la città di Egnazia fu occupata per circa trenta secoli, dal XVI secolo a.C. fino ad età medievale.
    Dal punto di vista morfologico, l’area è costituita da un altopiano parallelo alla linea di costa, di altezza massima di 500 metri, che degrada verso il mare con terrazzi e risulta modellato dalle lame. Lungo la fascia costiera, su una penisoletta di circa tre ettari tradizionalmente chiamata acropoli, si insediarono, a partire dal XVI secolo, i primi gruppi umani che progressivamente si organizzarono in un villaggio di capanne circondato da un muro a secco a sezione trapezoidale; questo insediamento si ampliò in modo molto limitato sul finire dell’Età del Bronzo (XIII-X secolo).

A partire dal VII-VI sec. a.C. l’area di Egnazia, posta al limite tra Peucezia    e Messapia, fu sede di popolazioni messapiche distinguibili per caratteristiche culturali, quali le ceramiche e le tipologie funerarie. Nel IV secolo, in un periodo di forti contrasti tra le popolazioni indigene e i Tarantini, fu realizzato il primo impianto difensivo, costituito da un muro ad aggere con fossato, ampliato nel secolo successivo: l’area occupata era di circa 40 ettari e prevedeva l’alternanza di spazi abitati e funerari.

Dal III secolo Egnazia si andò connotando come un vero insediamento urbano, con edifici pubblici alle pendici dell’acropoli, affacciati sulla strada (poi via Minucia e successivante via Traiana), realizzati seguendo modelli ellenistici, in quanto Egnazia, città portuale, era maggiormente esposta alle influenze culturali provenienti dalla Grecia. La città divenne probabilmente municipio dopo la guerra sociale (90-89 a.C.) secondo quanto si verificò nella vicina Brindisi, il più importante porto del basso Adriatico.

Al I secolo a.C. si data l’importante testimonianza del poeta Orazio, che la ricorda come l’ultima tappa del suo viaggio da Roma a Brindisi raccontato nella satira I,5. A questa fase di profonda romanizzazione si data una pianificazione dell’intera città, estesa entro tutta la cerchia muraria dopo la bonifica: nuovi edifici pubblici furono realizzati nell’area alle pendici dell’acropoli e strade perpendicolari alla via principale delimitarono, in senso est-ovest, insulae comprendenti abitazioni e impianti produttivi.

Nel II secolo d.C. la vitalità del centro è testimoniata dalla realizzazione della via Traiana. In età tardoantica Egnazia è indicata nella Tabula Peutingeriana, nell’Itinerarium Antonini e nell’Itinerarium Burdigalense. Fra V e VI secolo divenne sede di diocesi e furono costruite le basiliche con edifici annessi. A partire da questa fase iniziò un processo di ruralizzazione dovuto a profondi mutamenti socio-economici: sono state recentemente individuate case di pescatori, magazzini, fornaci e altri impianti artigianali insediati in aree prima destinate ad attività pubbliche. L’area della città e soprattutto quella dell’acropoli continuarono ad essere occupate, seppure in forme degradate, fino almeno al X secolo, quando anche il porto, che aveva rappresentato la principale via di comunicazione della città, divenne inagibile. L’acropoli fu circondata da un muro di cinta che seguiva il crinale della collina e da un recinto bastionato, un edificio chiaramente con funzione difensiva che è stato considerato come un castrum bizantino o come una sala longobarda.

A partire dal Medioevo nessuna fonte parla più della città di Egnazia fino al XVI secolo quando è citata, in alcune carte nautiche del Regno di Napoli, per la presenza, sulla collina che in antico fungeva da acropoli, di una torre; ma soprattutto inizia in questo secolo un interesse da parte di viaggiatori e storici locali che riscoprono le antiche vestigia affioranti qua e là per la campagna e lungo la costa. Da questa fase e fino al XIX secolo le strutture a vista furono depredate e furono condotti numerosi scavi clandestini per il recupero di corredi e oggetti di pregio. Fin dai primi anni del Novecento sono iniziate le campagne di scavo ufficiali che sono proseguite, con alterne vicende fino agli anni Ottanta. Dal 2001 nuove campagne di scavo stanno approfondendo la ricerca nella grande piazza trapezoidale e sul prolungamento della Via Traiana, ponendo attenzione alle fasi di vita più recenti (tardoantiche e medievali), spesso trascurate dagli scavi precedenti.

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